Mutuo Prima Casa Online

La Guida ai Mutui per l'Acquisto della Prima Casa


Il mutuo del Banco Popolare di Milano per gli Under 30

Pubblicato il 19 aprile 2012


Se sei un under 30 desideroso di accendere un mutuo puoi rivolgerti al Banco Popolare di Milano che ha in serbo un’offerta davvero vantaggiosa per i giovani che hanno voglia di investire sul mattone. Il mutuo in questione è variabile con cap rate, o tetto massimo e offre condizioni esclusive grazie al sito mutuionline.it. La rata è composta dall’Euribor a tre mesi più lo spread applicato: se, per ipotesi, il mutuo richiesto è di 140.000 euro da rimborsare in 20 anni con un loan to value del 70%, sarà del 3,10% e la rata da corrispondere sarà di 838 euro, con Taeg al 4,04% e tetto massimo fissato al 6,5%.

Ciò che rende così papabile questo mutuo per un giovane è che la rata mensile da corrispondere viene protetta da eventuali oscillazioni al rialzo dell’indice e non potrà mai superare la soglia prefissata dal contratto: ciò permette, fin dall’inizio, al futuro mutuatario di sapere se può sostenere la rata mensile.

Le finalità del mutuo proposto dal Banco Popolare di Milano sono principalmente due, ovvero l’acquisto e la ristrutturazione di un immobile: il piano di ammortamento va dai 10 ai 30 anni e le spese iniziali di istruttoria e perizia ammontano a 550 euro; oltre a ciò va aggiunto il costo per la polizza incendio e scoppio. Queste condizioni sono valide per chi accenderà un mutuo entro il 31 maggio 2012.

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Sempre più debiti per le famiglie

Pubblicato il 17 aprile 2012


È un momento davvero difficile per l’accesso al credito, lo si è detto più volte e in questi giorni lo ha ribadito anche il Fondo Monetario Internazionale. Secondo il Fmi, infatti, delle politiche monetarie al passo con i tempi possono essere davvero utili per ridurre significativamente il costo dei mutui e, soprattutto, per evitare il fallimento delle famiglie, che in questo particolare momento storico rischiano così tanto il default, per la maggior parte delle volte quando i finanziamenti sono a tasso variabile, tanto che i fallimenti e i pignoramenti sono endemici in molti paesi.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale portare il costo del denaro vicino allo zero “potrebbe impedire ai tassi di interesse reali di registrare aggiustamenti sufficienti a consentire ai creditori di bilanciare la riduzione dei consumi di chi chiede prestiti”. Ristrutturando in maniera coraggiosa il debito si può giungere a dei significativi benefici, diminuendo in modo sensibile anche i pignoramenti, che in questo periodo stanno aumentando vertiginosamente, “ad un costo fiscale relativamente basso”. Il successo di una tale politica dipende però anche da quanto attentamente è stata studiata poiché può causare effetti indesiderati.

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Prestiti bancari in frenata

Pubblicato il 15 aprile 2012


Fino ad alcuni anni fa non era insolito sentir parlare persone che richiedavano prestiti anche per andare in vacanza. Esempio classico, ti servivano 2.000 € per andare in vacanza in Sardegna? Nessun problema, la banca o finanziaria di turnoti prestava quanto necessario per portare in vacanza la tua famiglia e prenotare anche i costosi traghetti sardegna. A molti può sembrare incredibile ma erano numerosi gli italiano che pur di non rinunciare ad una o due settimane di ferie si indebitavano per tutto l’anno seguente pur di farsi finanziara la loro vacanza.

Oggi la situazione è notevolmente cambiata e privati ed aziende hanno molta più difficoltà a farsi finanziare vacanze ma soprattutto investimenti. Sia famiglie che imprese infatti negli ultimi mesi hanno fatto i conti con la stretta del credito delle banche che hanno forti difficoltà ad emanare prestiti.

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Un po’ di dati da Bankitalia

Pubblicato il 15 aprile 2012


Bankitalia ha comunicato che a febbraio il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti al settore privato è sceso all’1,3%, rispetto all’1,7% del mese di gennaio. Questo rallentamento è spiegato dal rallentamento del tasso di crescita dei prestiti alle società non finanziarie (0,9% a febbraio contro l’1,4% a gennaio), mentre il tasso di crescita dei prestiti alle famiglie (2,7% a febbraio contro il 3,1% a gennaio).

I tassi d’interesse sui nuovi prestiti erogati alle società non finanziarie a febbraio si attesatno intorno al 3,80% contro il 4,06 di gennaio, mentre quelli comprensivi delle spese accessorie sui mutui finalizzati all’acquisto di abitazione sono aumentati lievemente al 4,61%, contro il 4,55% del mese di gennaio. I tassi sulle nuove erogazioni di credito al consumo sono aumentati fino a raggiungere il 10,10% di febbraio contro il 9,91% di gennaio. Insomma, i prestiti alle famiglie sono in calo e sono invece in aumento i tassi sui mutui per la casa.

Sempre più difficile accendere un mutuo a causa dei costi sempre più salati da sostenere e allo scarso reddito medio: gli italiani non hanno liquidità e devono mantenere sempre più a lungo i figli che spesso sono disoccupato o hanno lavori atipici che non consentono loro di raggiungere la tanto agognata autonomia.

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Mutuionline.it, il sito che ci viene in soccorso in caso di mutuo

Pubblicato il 11 aprile 2012


Se vogliamo accendere un mutuo ma risparmiare tempo e denaro quello che dobbiamo fare è affidarci al servzio dei mutui on line. In cosa consiste? Ormai sono tanti i siti Internet che si occupano di fornire consulenze gratuite a chi ha intenzione di accendere un mutuo ma ha difficoltà a districarsi nella selva di prodotti che gli istituti di credito propongono.

Il più famoso di questi siti è mutuionline.it, che da ben 10 anni opera nel settore e garantisce la massima affidabilità e trasparenza. In pochi secondi si potrà visualizzare sul nostro pc e senza dover fare interminabili code in banca la nostra rata personalizzata: basterà compilare le voci richieste ovvero la finalità del mutuo, il tipo di tasso, il valore dell’immobile, l’importo del mutuo, la durata del mutuo, l’età del richiedente, la posizione lavorativa, il reddito, il domicilio e la provincia dell’immobile.

Tutti questi dati contribuiscono a creare il profilo dell’aspirante mutuatario e a ottenere l’importo della rata. Una volta fatto questo, si può richiedere una consulenza personalizzata e gratuita che ci farà capire al meglio la reale fattibilità della nostra richiesta: l’esperto risponderà con imparzialità e professionalità a tutte le nostre richieste. Un modo semplice e veloce per farci un’idea sul mutuo che possiamo permetterci.

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I punti incerti della legge sulle liberalizzazioni che riguarda i mutui

Pubblicato il 10 aprile 2012


Nella legge sulle liberalizzazioni approvata dal parlamento pochi giorni fa si menziona l’obbligo delle banche a proporre più preventivi di polizze assicurative legate ai mutui. Ma è sempre così? La legge, come si è detto, è stata approvata da poco ma i punti da chiarire sono ancora molti.

Questa disposizione messa in atto dal governo riguarda solamente le assicurazioni sulla vita, che gli istituti di credito propongono al cliente come ulteriore garanzia sulla restituzione dell’importo concesso e che tutelano sia la banca che il cliente stesso. L’assicurazione sulla vita è spesso compresa all’interno di quella che viene denominata “multirischi”, che ricopre anche quegli imprevisti (quali morte, infortunio o perdita del lavoro del mutuatario) che possono intaccare la capacità di rimborso delle rate del mutuo.

La legge sulle liberalizzazioni vorrebbe avere il merito di estendere la competizione su questi prodotti e favorire la diminuzione dei prezzi. E le polizze non legate alla vita? Non è ancora chiaro se quelle legate alla polizza “multirischi” rientrino nella legge sulle liberalizzazioni. Altra cosa da evidenziare: la legge limita l’obbligo delle banche a formulare due sole offerte di polizze e non ulteriori preventivi, neanche su richiesta del cliente. Speriamo che tutto ciò sia dovuto al fatto che la legge è appena entrata in vigore: forse con il tempo tutti i dubbi si chiariranno.

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Il mutuo chirografario, una tipologia di finanziamento quasi sconosciuta

Pubblicato il 7 aprile 2012


Il mutuo chirografario è quel finanziamento di medio-lungo termine che non è garantito da ipoteca ma da una sottoscrizione cartacea. Le garanzie devono esserci comunque e si può andare sia da una garanzia cambiaria ad una personale fino al pegno sui titoli. Non essendoci la garanzia di un’ipoteca i tassi sono più elevati, dato che il mutuo chirografario presenta rischi maggiori rispetto ad un finanziamento tradizionale.

Questo mutuo non è molto differente da uno non finalizzato: ha infatti breve durata (solitamente 4 o 5 anni) e solitamente l’importo non è superiore ai 30.000 euro, che viene restituito in base ad un piano di ammortamento, con rate mensili, trimestrali o semestrali, che comprendono una quota capitale e di interessi. Essendo un prestito di piccola entità e non essendoci un’ipoteca non vengono sostenute né le spese notarili né quelle che derivano dalla sottoscrizione della polizza che copre il rimborso del credito in caso di morte, invalidità o disoccupazione del cliente.

Chi può richiedere questa tipologia di mutuo poco conosciuta? Solitamente sono due le tipologie di cliente che richiedono un mutuo chirografario: le aziende e i privati. Le aziende lo richiedono per acquistare beni funzionali, mentre dai privati viene richiesto prevalentemente per esigenze personali.

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Dal 2 aprile stop al doppio ruolo delle banche grazie al provvedimento dell’Isvap

Pubblicato il 5 aprile 2012


Il 2 aprile scorso è entrato in vigore il provvedimento dell’Isvap che abolisce il doppio ruolo che finora le banche hanno giocato, ovvero quello di venditrici di mutui e beneficiarie delle polizze ad essi legate. Fino all’entrata in vigore di questo nuovo provvedimento, le banche potevano obbligare i mutuatari alla sottoscrizione di una polizza a garanzia del mutuo, non lasciando così grande libertà di scelta, anzi, vincolando l’accensione del mutuo ad una certa polizza.

Spesso inoltre accadeva che le banche imponessero anche la sottoscrizione di polizze in realtà facoltative come conditio sine qua non per l’accensione del mutuo. Il provvedimento dell’Isvap ha l’enorme pregio di voler garantire trasparenza: abolendo il doppio ruolo giocato dalle banche, il rischio di ritrovarsi inutili rincari sulla rata del mutuo diminuisce parecchio.

A tutela del consumatore è intervenuto anche l’obbligo di presentare almeno due assicurazioni diverse, di modo che il cliente possa decidere in piena autonomia quale scegliere: finisce così il monopolio delle banche per quanto riguarda le polizze. È ancora molto presto per vedere i frutti di questo meritevole provvedimento: se però, recandoci in banca per accendere un mutuo dovessimo riscontrare delle anomalie possiamo telefonare al numero verde 80048661 e segnalarle.

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Scarse probabilità di ottenere un mutuo per liquidità

Pubblicato il 4 aprile 2012


I mutui per liquidità sono una tipologia di finanziamento che, in questo periodo, non viene erogata con molta facilità dagli istituti di credito. Questi contratti possono essere richiesti da chi già possiede una casa e vuole fare leva sull’immobile di proprietà per ottenere il credito di cui ha bisogno: sull’immobile graverà quindi un’ipoteca che funge da garanzia in caso di mancato pagamento delle rate del prestito.

Nel 2011 le richieste dei mutui per liquidità sono aumentate ed oggi occupano una fetta di mercato superiore al 3%: nonostante ciò gli istituti di credito sono molto diffidenti sulla concessione di questi prestiti poiché solitamente chi si rivolge alla banca per richiedere un mutuo per liquidità presenta situazioni finanziarie più complesse rispetto a quelle di chi richiede un mutuo standard per ottenere un mutuo per l’acquisto della prima casa.

Infatti non è sempre facile capire le motivazioni per le quali una persona chiede che gli venga erogato un mutuo per liquidità: ciò spiega il perché il loan to value è in media inferiore, ovvero si attesta intorno al 50% mentre quello per l’acquisto della prima casa intorno al 70%. Per quanto riguarda la durata, i finanziamenti ipotecari per liquidità non superano quasi mai i 15 anni, mentre quelli per l’acquisto della prima casa hanno durata di circa 25 anni.

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Nuovi fondi per i mutui Inpdap 2012

Pubblicato il 3 aprile 2012


Sono stati istituiti i nuovi fondi per i mutui Inpdap per la concessione di mutui ipotecari edilizi per l’acquisto della prima casa. L’importo totale stanziato è 500.000.000 euro, cifra che viene ripartita tra tutte le varie direzioni regionali dell’ente: Lazio e Lombardia hanno i budget più alti, mentre quelli che lo hanno piu basso sono Trento e Bolzano. Se si vuole che venga concesso un mutuo Inpdap l’abitazione per la quale viene richiesto deve essere ubicata su suolo italiano e non deve rientrare tra le cosiddette abitazioni di lusso, quindi deve avere delle caratteristiche particolari descritte nel Decreto del Ministro dei Lavori Pubblici del 2 agosto 1969. Chi può richiedere un mutuo Inpdap?

Chi è iscritto alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali, sia quelli ancora in servizio che quelli già in pensione, la cui anzianità di iscrizione e contributiva non è inferiore ai tre anni, eventualmente anche comprensiva di periodi a tempo determinato. Le domande di accesso al mutuo vengono tutte accolte, fino ad esaurimento del budget previsto e viene stilata una graduatoria ogni quadrimestre delle persone che possono richiedere questa particolare tipologia di mutuo.

Per quanto riguarda il 2012, i budget più alti saranno assegnati (oltre che a Lazio e Lombardia) a Emilia Romagna, Sicilia, Campania, Molise, Piemonte, Val D’Aosta, Puglia, Basilicata, Veneto, Toscana, Abruzzo, Marche, Friuli Venezia Giulia, Calabria, Umbria, Bolzano e Trento.

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Mutuo Prima Casa: tutto quello che c'è da sapere

Quella che segue è una guida completa cone le informazioni più importanti per scegliere il mutuo per l'acquisto di una casa.

Il Budget Giusto

Per decidere che tipologia di mutuo accendere è molto importante valutare il rapporto tra la rata del mutuo ed il proprio reddito mensile. La regola di massima è che la rata del mutuo non deve superare un terzo del reddito disponibile, parametro che in generale può essere corretto per i mutui a tasso fisso, mentre per i mutui a tasso variabile sarebbe opportuno che la quota fosse inferiore, ma qui ogni banca ha i propri criteri di valutazione.

La motivazione è semplice, in caso di aumento del costo del denaro la rata mensile aumenterà di conseguenza anche di molto con la possibilità di mettere in crisi il bilancio del contraente che non riuscirebbe più a far fronte alle spese mensili. Ciò dipende molto anche dal reddito di chi contrae il mutuo è chiaro che un incremento della rate mensile per esempio di 100 euro ha effetti diversi se una persona guadagna 1.000 euro al mese o 5.000. Oltre al costo dell'immobile una persona prima di sottoscrivere il mutui deve anche tenere in considerazione le altre spese: iva, agenzia immobiliare, allacciamenti, trasloco, arredamento ecc.