Mutui giovani: richieste -5,9%, uno su due supera i 25 anni

Per chi compra la prima casa, il mercato dei mutui del 2026 offre un quadro a due velocità: le richieste complessive calano del 5,9% nei primi nove mesi, ma i giovani tra 25 e 44 anni restano il 62,4% della domanda. Il 51,2% sceglie durate superiori a 25 anni per contenere la rata; l’importo medio è 153.711 euro.

I richiedenti tra 25 e 44 anni restano nel mercato, con rate più lunghe

I dati Eurisc di Crif disegnano un mercato a due velocità. La domanda complessiva scende del 5,9% nei primi nove mesi 2026, ma il 62,4% delle richieste arriva da persone tra 25 e 44 anni. Il 51,2% chiede durate superiori a 25 anni: 43,8% tra 25 e 30 anni, 7,4% oltre i 30.

L’importo medio è 153.711 euro, in calo dello 0,6% sullo stesso periodo del 2025. Le fasce 100.001-150.000 e 150.001-300.000 coprono il 62% delle domande (30,8% e 31,2%). Secondo Crif, la domanda si concentra nelle classi comprese tra 100.001 e 300.000 euro, mentre la durata lunga contiene l’esborso mensile ma tende ad aumentare gli interessi complessivi.

Le surroghe crollano: attenzione ai periodi

Le surroghe diminuiscono del 42,4% nel periodo gennaio-giugno 2026. Il -5,9% delle richieste totali, invece, riguarda i primi nove mesi del 2026. I due dati coprono periodi diversi e non vanno letti come un rapporto diretto.

Domanda di mutui in calo con l'aumento dei tassi: richieste -5,9% e surroghe -42,4% nei primi nove mesi del 2026
Una coppia firma documenti con un agente immobiliare in un appartamento nuovo. Foto di Anastasia Shuraeva su Pexels

Le surroghe risentono dell’incremento dei tassi, che ha ridotto la spinta verso la sostituzione dei finanziamenti esistenti con condizioni più favorevoli. La forbice temporale va letta con attenzione: il -42,4% si riferisce a gennaio-giugno, mentre il -5,9% complessivo riguarda i primi nove mesi.

Simone Capecchi, executive director di Crif, chiarisce: «Le famiglie continuano a mostrare interesse verso l'acquisto della casa, ma in un contesto economico ancora incerto. Sono le aspettative di aumento dei tassi di interesse della Bce a spingere le famiglie a una maggiore prudenza». Aggiunge che sul confronto annuo pesa il ridimensionamento delle surroghe e che la stragrande maggioranza opta per il tasso fisso, mentre il variabile cresce in modo marginale.

Cosa cambia per chi chiede un mutuo nel 2026

Per chi compra la prima casa, il 2026 potrebbe non chiudere le porte ma alzare il costo della prudenza. La BCE è intervenuta due volte tra giugno e settembre 2026 sull’inflazione. L’andamento mensile delle richieste mostra una prima parte dell’anno in territorio negativo, con la flessione più marcata a marzo, pari al 12,1%; ad agosto un incremento del 7,1%, seguito a settembre da una nuova contrazione dell’1,3%.

Con un importo medio da 153.711 euro e durate oltre i 25 anni, la rata si contiene, ma il costo totale degli interessi tende a salire. La domanda si concentra nella fascia 100.001-300.000 euro: chi ha un budget in questo intervallo rientra nel 62% delle richieste.

Per chi prepara la richiesta di un mutuo, il dato di partenza è chiaro: nei primi nove mesi del 2026 la domanda cala del 5,9%. A nostro avviso, scegliere il tasso fisso e allungare la durata non è una scorciatoia: è una scelta di prudenza in un mercato in cui la BCE è intervenuta due volte tra giugno e settembre 2026 sui tassi.

Fonti

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