Mutui prima casa: IRS a 10 anni sale al 3,01%, ma Credem offre un TAN di soli 3,03%

Il tasso IRS a 10 anni, il parametro di riferimento per i mutui a tasso fisso, ha raggiunto il 3,01% nella seduta di lunedì 6 luglio 2026. Per un acquirente della prima casa, però, la notizia più concreta è un’altra: Credem propone un TAN del 3,03%, appena due punti base sopra il parametro di riferimento. Uno spread quasi azzerato, che innesca una competizione al ribasso sui costi di accensione: Banco di Desio e della Brianza, con un TAN leggermente più alto (3,10%), punta su spese di istruttoria e perizia sensibilmente più contenute, un fattore che sposta l’ago della bilancia per chi ha poca liquidità iniziale.

Cosa è successo ai tassi il 6 luglio 2026

L’osservatorio di MutuiOnline.it fotografa un movimento contrastato sugli indici Euribor e un rialzo generalizzato dei tassi IRS. L’Euribor a 1 anno è sceso al 2,693% (da 2,709%), mentre il parametro a 3 mesi è rimasto stabile al 2,321%. Sul fronte dei tassi fissi, l’IRS a 10 anni è salito a 3,01% dal 2,99% precedente, e le scadenze più lunghe hanno seguito lo stesso movimento: 15 anni a 3,17%, 20 anni a 3,24%, 25 anni a 3,23%, 30 anni a 3,2%.

Il differenziale tra IRS a 10 anni e Euribor a 1 anno si è così allargato a 0,317 punti percentuali (calcolato sottraendo 2,693% da 3,01%), un’indicazione di come il mercato stia prezzando aspettative di tassi a breve termine ancora in evoluzione. Un andamento che, per chi acquista la prima casa, ha due facce: il mutuo a tasso variabile resta più economico nel breve periodo, ma il fisso garantisce una rata stabile con spread sempre più contenuti.

Le migliori offerte per la prima casa a tasso fisso

BancaTANTAEGSpese iniziali (istruttoria + perizia)Rata mensile (100.000€, 30 anni)
Credem3,03%3,41%1.500,00 €423,22 €
Banco di Desio e della Brianza3,10%3,31%1.037,90 €427,02 €
Banco di Sardegna3,20%3,45%1.348,00 €432,47 €

I dati, rilevati da MutuiOnline.it il 7 luglio 2026 alle 9:00, simulano un mutuo prima casa per un impiegato di 35 anni residente a Milano, con reddito mensile di 2.600 euro, importo finanziato di 100.000 euro e durata 30 anni. Tutte e tre le offerte sono espressamente classificate come “migliori mutui prima casa a tasso fisso”.

Tassi Euribor e IRS del 6 luglio 2026: dati aggiornati
Casa in miniatura con chiavi e contratto immobiliare. Foto di Atlantic Ambience su Pexels

Il TAN di Credem (3,03%) è il più basso della rilevazione, ma il TAEG reale – che include le spese di istruttoria (1.200 €) e perizia (300 €) – sale al 3,41%. Banco di Desio, con un TAN di 3,10%, arriva a un TAEG del 3,31% grazie a costi iniziali inferiori (800 € di istruttoria, 237,90 € di perizia). Per un giovane che acquista la prima casa e ha risparmi limitati, la differenza non è banale: considerando i 1.500 euro di spese vive richieste da Credem contro i 1.037,90 euro di Banco di Desio, il risparmio immediato è di 462,10 euro. La rata mensile più alta con Banco di Desio (+3,80 € al mese) viene compensata solo dopo oltre 121 mesi, cioè più di dieci anni. In pratica, chi ha meno liquidità in fase di accensione trova in Banco di Desio un alleato concreto, perché paga meno subito, anche se la rata è leggermente superiore.

Come si inserisce il rialzo dell’IRS nel quadro dei mutui prima casa

L’aumento dell’IRS a 3,01% non ha spento la competitività delle banche. Lo spread praticato sul TAN (differenza tra TAN offerto e IRS di riferimento) per le tre offerte è di appena 2 punti base per Credem, 9 per Banco di Desio e 19 per Banco di Sardegna. Valori ben al di sotto della media: come era emerso dalle rilevazioni di giugno 2026, il TAN medio del fisso era sceso al 3,26%, ma queste offerte lo battono di 16-23 punti base. Un segnale che il mercato dei mutui prima casa è presidiato con aggressività, con margini bancari ridotti proprio sulla categoria di finanziamenti che beneficia di garanzie pubbliche e agevolazioni per i giovani acquirenti.

L’Euribor a 1 anno in calo al 2,693% apre uno scenario parallelo per chi valuta il variabile, ma la scelta per la prima casa – dove la stabilità delle rate è spesso prioritaria – poggia su un dato oggettivo: il fisso migliore costa oggi solo lo 0,337% in più dell’indice variabile a un anno (3,03% – 2,693%). Il sovrapprezzo per la certezza è di poco più di trenta centesimi di punto percentuale, un valore che rende il fisso ancora appetibile nonostante il rialzo dei parametri.

Per un mutuatario alle prime armi, la partita non si chiude sul TAN. La liquidità richiesta in partenza e il TAEG complessivo disegnano il profilo di accessibilità reale: un mutuo da 100.000 euro con Banco di Desio costa 427,02 euro al mese e chiede poco più di 1.000 euro per istruttoria e perizia. Con Credem la rata scende a 423,22 euro, ma l’esborso iniziale sale di quasi il 45%. L’equilibrio tra rata e costi di accensione è la bussola concreta per chi compra la prima casa in questa fase di tassi ancora in movimento.

Fonti

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