Mutuo prima casa: con l’IRS a 3,2% le offerte sotto soglia diventano strategiche per under 36

L'IRS a 10 anni ha toccato il 3,2% nella rilevazione del 29 luglio, in rialzo di 5 punti base rispetto al fixing precedente. Per chi sta per accendere il primo mutuo con le agevolazioni under 36, questo movimento ha un impatto concreto: il parametro di riferimento per i tassi fissi si allontana dalla soglia psicologica del 3%, ma sul mercato resistono offerte con TAN più bassi del parametro stesso.

I dati dell'Osservatorio MutuiOnline.it segnalano tre prodotti prima casa a tasso fisso che scendono sotto l'IRS di giornata: Credem propone un TAN del 3,04% (rata da 423,76 euro al mese su 100.000 euro in 30 anni), Banco di Desio e della Brianza quota 3,10% (rata 427,02 euro), mentre Banco BPM si posiziona al 3,20% con il prodotto Green, perfettamente allineato al fixing del decennale.

La fotografia Euribor del 29 luglio: segnali contrastanti sui variabili

L'Euribor a 1 anno — parametro principale per i mutui a tasso variabile — ha chiuso la seduta del 29 luglio al 2,941%, in leggero ribasso rispetto al 2,943% del fixing precedente. Un dato che consolida la permanenza sotto la soglia del 3%, già raggiunta il 28 luglio.

Sul breve termine, invece, i tassi interbancari mostrano tensioni: l'Euribor a 1 mese sale a 2,191% (+0,006 punti) e il tasso a 3 mesi si porta a 2,459% (+0,014 punti). Un movimento che riflette le attese di un possibile rialzo BCE nella riunione del 10 settembre 2026, evento che i mercati stanno già prezzando.

Per chi valuta un mutuo prima casa a tasso variabile, il differenziale rispetto ai fissi resta ampio: circa 53 punti base di TAN medio, con una rata mensile più leggera nell'immediato ma esposta ai prossimi movimenti della Banca Centrale Europea.

Casa bianca in miniatura su scrivania illuminata da luce solare, monete d'oro e grafici finanziari per mutuo prima casa tasso fisso
L'IRS a 10 anni sale al 3,2% ma sul mercato resistono offerte a tasso fisso sotto soglia per il mutuo prima casa under 36.

Le migliori offerte tasso fisso per prima casa: cosa conviene oggi

La simulazione standardizzata dell'Osservatorio (mutuo da 100.000 euro su 30 anni, immobile da 200.000 euro, richiedente con reddito mensile di 2.600 euro) fotografa tre opzioni competitive:

BancaProdottoTANTAEGRata mensile
CredemMutuo Tasso Fisso3,04%3,42%423,76 €
Banco DesioMutuo D-Evolution3,10%3,31%427,02 €
Banco BPMMutuo Casa Tasso Fisso Finito Green3,20%3,47%432,47 €

Il TAEG più contenuto è quello del Banco di Desio (3,31%), merito di spese di istruttoria (800 euro) e perizia (237,90 euro) inferiori alla media. Credem, pur offrendo il TAN più basso, ha costi iniziali più alti (1.200 euro di istruttoria, 300 di perizia) che portano il TAEG al 3,42%.

Per un under 36 che accede al Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa, l'azzeramento delle spese di istruttoria e perizia previsto dalla normativa può modificare sensibilmente la convenienza relativa tra queste offerte: in quel caso il TAN diventa il vero ago della bilancia, rendendo l'offerta Credem particolarmente interessante.

Perché il rialzo IRS non spaventa (ancora) chi compra la prima casa

I tassi IRS di lungo periodo — 15 anni a 3,32%, 20 anni a 3,35%, 25 anni a 3,32% e 30 anni a 3,27% — mostrano una curva quasi piatta: appena 7 punti base separano la scadenza decennale da quella trentennale. Questo appiattimento ha una conseguenza pratica per chi accende oggi un mutuo prima casa: allungare la durata da 20 a 30 anni non comporta un aggravio significativo del tasso applicato, permettendo di contenere la rata mensile senza peggiorare il costo percentuale del finanziamento.

Con il 94% delle richieste di mutuo in Italia orientate al tasso fisso, il messaggio per chi si avvicina al primo acquisto è netto: la prevedibilità della rata resta il criterio guida, e le agevolazioni under 36 — esenzione dall'imposta di registro, ipotecaria e catastale, più la garanzia statale fino all'80% del capitale — amplificano il vantaggio di bloccare subito un tasso, anche in un momento di IRS in risalita.

Il vero spartiacque sarà settembre: se la BCE alzerà i tassi di 25 punti base come il mercato sta prezzando, l'IRS a 10 anni potrebbe superare quota 3,3%, portando con sé l'intera gamma delle offerte fisse. Per chi ha già la documentazione pronta, le prossime settimane offrono una finestra ancora favorevole.

Fonti

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