Mutui prima casa: Sardegna regina dei tassi, Sicilia maglia nera

Per chi compra la prima casa, il tasso del mutuo non è uguale in tutta Italia: tra la regione più conveniente e quella più cara ballano 0,36 punti percentuali. I dati della Banca d’Italia relativi al secondo trimestre 2026 collocano la Sardegna al 2,70% e la Sicilia al 3,06%. In un contesto in cui la garanzia pubblica del Fondo Prima Casa allarga la platea dei beneficiari, capire dove e come accendere il mutuo diventa una leva concreta per ridurre il costo del primo acquisto.

La classifica dei tassi per il primo acquisto: Sardegna al vertice

Il tasso medio sui prestiti per l’acquisto di abitazioni cambia sensibilmente da regione a regione, con un effetto diretto sulla rata di chi sottoscrive il primo finanziamento. Secondo le rilevazioni trimestrali della Banca d’Italia, la Sicilia registra il valore più alto d’Italia (3,06%), mentre la Sardegna resta la regione più conveniente (2,70%). Nella parte alta della classifica si collocano anche il Veneto (2,96%) e il gruppo composto da Abruzzo, Molise e Puglia (2,92%). Al centro troviamo Lombardia e Lazio, rispettivamente al 2,87% e al 2,86%; poco sotto l’Emilia-Romagna (2,84%) e la Liguria (2,82%). Chiudono la graduatoria Marche (2,80%), Basilicata (2,77%) e, appunto, la Sardegna.

RegioneTasso medio mutuo
Sicilia3,06%
Veneto2,96%
Abruzzo, Molise, Puglia2,92%
Umbria2,91%
Piemonte, Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige2,90%
Toscana, Campania2,88%
Lombardia, Calabria, Friuli-Venezia Giulia2,87%
Lazio2,86%
Emilia-Romagna2,84%
Liguria2,82%
Marche2,80%
Basilicata2,77%
Sardegna2,70%

Cosa determina il divario territoriale dei tassi

La variazione territoriale dei tassi riflette il rischio di insolvenza percepito dagli istituti di credito, la concorrenza bancaria locale e le caratteristiche del mercato immobiliare. Le regioni del Sud presentano in media condizioni economiche meno favorevoli rispetto al Nord, con una maggiore incidenza di crisi aziendali e difficoltà finanziarie delle famiglie. Questo scenario può spingere le banche ad applicare tassi più elevati per compensare l’esposizione al rischio. Sul costo complessivo di un primo acquisto incidono poi anche le spese di istruttoria, le commissioni e le polizze assicurative collegate al contratto: per questo il tasso nominale da solo non basta a confrontare due offerte.

Chiave d'oro e monete su una scrivania soleggiate con grafici di tassi mutui regionali
I tassi dei mutui regionali influenzano significativamente il costo della prima casa in Italia.

Fondo Prima Casa: la garanzia pubblica riduce il rischio per la banca

Per chi acquista la prima casa, la garanzia del Fondo Prima Casa rappresenta uno strumento utile a superare proprio le barriere legate al rischio creditizio. Da agosto 2026 la platea dei beneficiari si è ampliata: possono presentare domanda anche le persone con disabilità permanente accertata ai sensi della legge 104, comma 3, e chi fa parte di un nucleo familiare in cui convive da almeno due anni un figlio, una figlia, un fratello o una sorella con la medesima condizione. Per queste nuove categorie il Fondo interviene coprendo il 50% della quota capitale del finanziamento; la copertura sale all’80% se il richiedente ha un ISEE non superiore a 40.000 euro annui. Resta il tetto generale del mutuo assistito dalla garanzia a 250.000 euro.

Quanto pesano 0,36 punti percentuali sul costo del mutuo

La distanza tra il tasso della Sardegna e quello della Sicilia è di 0,36 punti percentuali. In termini percentuali, il tasso siciliano è superiore del 13,3% rispetto a quello sardo (0,36 diviso 2,70, moltiplicato per 100). In prima approssimazione, su un capitale di 100.000 euro e senza considerare l’ammortamento, la sola differenza di tasso vale circa 360 euro di interessi in più nel primo anno per un mutuo acceso in Sicilia rispetto alla Sardegna. La conseguenza per chi compra la prima casa in una regione con tassi più alti è chiara: la garanzia pubblica non elimina il divario, ma riducendo il rischio per la banca può favorire condizioni di accesso al credito più sostenibili, soprattutto per le famiglie con ISEE sotto i 40.000 euro. A giugno 2026 il TAEG sui nuovi prestiti per l’acquisto di abitazioni si è collocato al 3,95%, in lieve calo dal 3,96% di maggio: un indicatore che include i costi accessori e che aiuta a confrontare le offerte oltre il tasso nominale.

Il segnale per il primo acquirente è netto: la regione in cui si compra casa non è un dettaglio secondario, ma una variabile che incide sul costo del credito. Il Fondo Prima Casa, con le nuove categorie ammesse da agosto 2026, può attenuare lo svantaggio territoriale laddove il mutuo è più caro.

Fonti

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