Il tasso medio sui nuovi mutui casa è sceso al 3,48% a giugno 2026, in calo di due centesimi rispetto a maggio. Per chi sta comprando la prima casa, il dato apre una finestra sempre più favorevole: nel secondo trimestre 2026 le richieste di finanziamento per l’acquisto della prima abitazione hanno toccato il 69,3% del totale, quota che sale al 70,2% considerando l’intero anno in corso. Un segnale chiaro: la prima casa non è una voce tra le tante, ma il motore quasi esclusivo del mercato mutui italiano, spinto anche dalle agevolazioni pubbliche ancora attive.
Quanto costa oggi un mutuo prima casa
Il 3,48% di giugno 2026 va letto in prospettiva. A dicembre 2023 lo stesso tasso medio era al 4,42%: in due anni e mezzo il costo del finanziamento è sceso di quasi un punto percentuale. Tradotto in rata, su 100.000 euro a 30 anni le migliori offerte a tasso fisso vanno da 423,76 euro (Credem) a 446,26 euro (Banca Sella).
Le proposte più competitive per un mutuo prima casa a tasso fisso includono soluzioni con TAN a partire dal 3,04% (Credem, TAEG 3,42%) e altre con TAEG dal 3,31% (Banco di Desio, TAN 3,10%). Non siamo ai livelli degli anni Dieci, ma rispetto al picco tra fine 2023 e inizio 2024 il risparmio è concreto.
La domanda di prima casa ai massimi
L’Osservatorio Mutui di Segugio.it fotografa una crescita costante della quota di richieste destinate all’acquisto della prima casa sul totale dei mutui:
- 2024: 55,6%
- 2025: 60,4%
- 2026: 70,2%
L’incremento è di quasi 15 punti percentuali in due anni e dimostra come l’acquisto della prima abitazione sia oggi la priorità assoluta per chi si rivolge al credito immobiliare. Il secondo trimestre 2026, con il 69,3% (in lieve flessione rispetto al 70,8% del primo trimestre), conferma un trend ormai strutturale.

Dietro questi numeri c’è una generazione di acquirenti — inclusi gli under 36 che nel secondo trimestre 2026 hanno rappresentato oltre il 40% delle richieste — che sta approfittando del calo dei tassi per entrare nel mercato, spesso con il supporto delle misure statali dedicate.
Agevolazioni pubbliche: il sostegno che fa la differenza
Proprio per chi acquista la prima casa, il quadro normativo offre ancora strumenti preziosi. Il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa continua a facilitare l’accesso al credito, consentendo a chi ha redditi contenuti o contratti atipici di ottenere un mutuo senza bisogno di garanzie aggiuntive. Accanto a questo, le misure per gli under 36 — che in molti casi azzerano le imposte di registro, ipotecaria e catastale e offrono condizioni agevolate sui finanziamenti — restano attive e rappresentano un moltiplicatore di opportunità per chi rientra nei requisiti di età e ISEE.
In questa fase, saper combinare un tasso di mercato in discesa con la tutela delle garanzie pubbliche sta diventando la carta vincente per centinaia di famiglie che vogliono trasformare l’affitto in un progetto di acquisto.
Il sistema bancario regge: più raccolta, meno crediti deteriorati
Chi chiede un mutuo prima casa oggi trova banche in condizione di erogare. A maggio 2026 i crediti deteriorati netti sono scesi a 26,7 miliardi di euro (da 27,7 miliardi a fine 2025), pari a solo l’1,28% del totale crediti erogati. Un segnale di solidità che non è stato compromesso dall’aumento dei tassi degli anni scorsi.
Sul fronte della liquidità, la raccolta diretta complessiva è cresciuta del 3,6% su base annua a giugno 2026, spinta dai depositi (+3,2%) e dalle obbligazioni a medio-lungo termine (+6,2%, in accelerazione rispetto al +4,1% di maggio). Banche con più raccolta stabile sono banche che possono finanziare nuove erogazioni a condizioni competitive, anche per il segmento prima casa.
Conviene comprare la prima casa adesso?
Non esiste una risposta universale, ma per chi ha i requisiti per accedere alle agevolazioni pubbliche il momento è raro: il costo del mutuo è in calo, la domanda di prima casa mostra una crescita strutturale, e le banche hanno bilanci sani per sostenere il credito. L’incrocio tra tassi più leggeri del recente passato, garanzie statali accessibili e un mercato bancario competitivo offre oggi una combinazione che può davvero fare la differenza tra restare in affitto e diventare proprietari.
Fonti
Indice dei Contenuti





