Gli Eurirs del 22 giugno 2026 chiudono la seduta in ribasso su ogni durata, dal decennale al trentennale. Per chi sta per firmare un mutuo a tasso fisso per la prima casa, il segnale è diretto: il costo base del finanziamento si è alleggerito rispetto all'ultima rilevazione.
Tutti gli IRS di lunedì 22 giugno
La tabella del giorno mostra movimenti omogenei al ribasso:
| Durata | IRS 22 giugno | IRS precedente |
|---|---|---|
| 10 anni | 3,01% | 3,05% |
| 15 anni | 3,17% | 3,20% |
| 20 anni | 3,23% | 3,27% |
| 25 anni | 3,22% | 3,25% |
| 30 anni | 3,18% | 3,21% |
Per chi acquista la prima casa e sceglie una durata lunga — 20 o 30 anni — il dato rilevante è che l'Eurirs trentennale (3,18%) quota ancora sotto il ventennale (3,23%): la curva IRS continua a premiare le durate più estese, rendendo i mutui lunghi strutturalmente più economici rispetto a quelli medi.

Cosa si paga oggi con un tasso fisso
Secondo i dati pubblicati da MutuiOnline.it il 23 giugno 2026, su un mutuo da € 100.000 a 30 anni, Credem propone una rata mensile di € 422,14 con un TAN al 3,01% — esattamente il livello dell'Eurirs decennale di lunedì. Banco di Sardegna e BPER Banca si collocano a € 432,47 con TAN al 3,20%.
Sul fronte variabile, l'Euribor a 3 mesi scende a 2,313% dal precedente 2,330%, mentre l'Euribor a 1 anno sale a 2,809% da 2,789%. Per chi valuta il variabile per il primo acquisto, il parametro più usato nei contratti perde meno di 2 punti base nella singola seduta.
Il momento per chi ha il compromesso firmato
Un calo di 4 punti base sull'IRS ventennale — da 3,27% a 3,23% in un'unica seduta — non è trascurabile. Su un mutuo lungo, lo spread applicato dalla banca sull'indice IRS è il costo che l'acquirente pagherà per decenni: partire da un parametro più basso si traduce in rate inferiori per tutta la vita del contratto.
Chi ha già firmato un compromesso e sta raccogliendo i preventivi ha motivo concreto di aggiornare le simulazioni: il confronto tra i valori del 22 giugno e quelli della settimana precedente mostra una compressione uniforme dell'indice su tutte le scadenze, senza scostamenti anomali tra una durata e l'altra. Un'offerta formulata su dati di venerdì scorso vale meno di un preventivo aggiornato a oggi.
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