Mutui prima casa, tassi in rialzo il 23 luglio: cosa cambia per chi compra il primo immobile

I tassi Euribor e IRS pubblicati il 23 luglio 2026 segnano un rialzo sui parametri a breve e medio termine, un segnale che tocca direttamente chi sta per accendere un mutuo per la prima casa. Mentre l’Euribor a 1 anno — l’indice di riferimento per i mutui a tasso variabile — sale a 2,947%, l’IRS a 10 anni, usato per i fissi, tocca 3,25%. Per chi acquista il primo immobile il messaggio è chiaro: i margini di risparmio sulla rata mensile vanno cercati confrontando le offerte concrete e attivando tutte le agevolazioni disponibili per la prima casa, a partire dal Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa.

I nuovi valori: rialzo su tutte le scadenze Euribor

L’Osservatorio tassi di MutuiOnline.it ha registrato il 23 luglio un aumento trasversale degli Euribor su ogni scadenza rispetto al fixing precedente.

I valori aggiornati:

  • Euribor 1 mese: 2,215% (da 2,181%)
  • Euribor 3 mesi: 2,472% (da 2,456%)
  • Euribor 6 mesi: 2,702% (da 2,69%)
  • Euribor 1 anno: 2,947% (da 2,912%)

Il balzo di 3,5 punti base sull’Euribor a 1 anno incide sulla rata di chi ha già un variabile in ammortamento e su chi valuta un nuovo finanziamento indicizzato per l’acquisto della prima casa. Lo scarto con l’IRS a 10 anni rimane contenuto — circa 0,30 punti percentuali — ma è la tendenza a pesare: solo 24 ore prima, il 22 luglio, lo stesso Euribor a 1 anno era in calo a 2,912%, segno di una volatilità che rende meno prevedibile la scelta del variabile per un acquirente alla prima esperienza.

IRS a 10 anni sale al 3,25%: cosa significa per il tasso fisso

Sul fronte dei mutui a tasso fisso, l’indice IRS a 10 anni è salito al 3,25% (dal 3,23% del 22 luglio). Stabili l’IRS a 15 e 20 anni (3,36% e 3,39%), mentre scendono le scadenze più lunghe: 25 anni a 3,35% e 30 anni a 3,29%.

Tassi mutui in rialzo con grafici finanziari e chiave di prima casa su sfondo città, acquisto immobile
L'aumento dei tassi Euribor e IRS rende più onerosa la rata mensile per chi acquista la prima casa.

Questa differenza tra IRS a 10 anni in crescita e IRS a 25-30 anni in flessione riflette un mercato che prezza tassi ancora alti nel breve periodo ma si aspetta una discesa sul lungo termine. Per un mutuo prima casa standard a 25 o 30 anni, i tassi fissi potrebbero restare sostenuti nell’immediato, con TAN effettivi che le banche stanno offrendo intorno al 3-3,20% per i migliori profili di rischio.

Le offerte per la prima casa: TAN e rate aggiornate

Le rilevazioni del 24 luglio 2026 (ore 9:00) mostrano alcune proposte di mutuo prima casa a tasso fisso pensate per chi affronta il primo acquisto immobiliare.

Simulazione standard: mutuo di 100.000 euro in 30 anni, impiegato 35enne residente a Milano, reddito mensile di 2.600 euro, valore immobile 200.000 euro.

BancaTANTAEGRata mensileSpese iniziali (istruttoria + perizia)
Credem3,04%3,42%423,76 €1.500 €
Banco Desio3,10%3,31%427,02 €1.037,90 €
Banco BPM3,20%3,47%432,47 €1.320 €

Il TAEG è il parametro chiave per chi accende un mutuo prima casa: include le spese accessorie e dà la misura del costo reale del finanziamento. Banco Desio, con un TAEG del 3,31%, mostra l’incidenza ridotta delle spese iniziali sulla redditività complessiva del mutuo. Per un acquirente alla prima esperienza, confrontare il TAEG anziché il solo TAN è il primo passo per evitare sorprese sull’ammontare complessivo del debito.

Prima casa nel 2026: agevolazioni e iter di accensione

Per chi compra il primo immobile, il rialzo dei tassi rende ancora più importante attivare tutte le agevolazioni disponibili. Il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa (fino al 50% della quota capitale per gli under 36 con ISEE sotto i 40.000 euro) consente di ottenere condizioni di accesso al credito più favorevoli, riducendo la percezione di rischio per la banca e facilitando l’approvazione della pratica.

Sul fronte dell’iter, con un IRS a 10 anni sopra il 3,2% e un Euribor a 1 anno che sfiora il 2,95%, chi sta affrontando la fase di preventivo deve considerare che la scelta del tasso fisso resta la più tutelante per un acquirente alla prima esperienza, garantendo certezza sulla rata per tutta la durata del finanziamento. L’indice scelto oggi determinerà la rata iniziale e, nel caso del variabile, la sua evoluzione futura. Per questo motivo, nella documentazione da presentare in banca è essenziale includere anche le certificazioni che danno diritto alle agevolazioni prima casa.

Fonti

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