Per chi si prepara ad accendere il primo mutuo casa, il fixing dell’Euribor a 1 anno del 15 luglio 2026 porta una notizia che pesa sul bilancio familiare: l’indice ha toccato il 2,916%, in rialzo di oltre 9 punti base rispetto al giorno precedente. Chi sceglie un tasso variabile per la prima casa vedrà salire la rata mensile, proprio mentre le banche mantengono condizioni competitive sul fisso. A fare da scudo restano le agevolazioni statali per il primo acquisto, dal Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa fino alle misure dedicate agli under 36: strumenti che, in questa fase di tassi in movimento, possono fare la differenza tra rata sostenibile e mutuo irraggiungibile per chi compra per la prima volta.
Quanto sale l’Euribor e cosa significa per chi acquista la prima casa
Tutte le scadenze dell’Euribor hanno registrato un rialzo nella rilevazione del 15 luglio 2026. Il parametro più usato per i mutui variabili italiani — l’Euribor a 1 mese — è salito da 2,22% a 2,223%, un incremento contenuto ma indicativo della direzione. Più marcato il balzo sulle scadenze medie e lunghe: l’Euribor a 3 mesi è passato da 2,452% a 2,49%, quello a 6 mesi da 2,654% a 2,717%, mentre l’Euribor a 1 anno ha guadagnato 9,1 punti base chiudendo a 2,916%.
Per un mutuo prima casa da 100.000 euro con durata trentennale, una variazione di 9 punti base sul tasso variabile non è trascurabile: considerando la capitalizzazione su rate mensili, l’impatto sulla quota interessi si fa sentire già dal primo ricalcolo del piano di ammortamento. Chi ha già un variabile in corso per l’acquisto della prima casa vede lo spread fisso contrattuale sommarsi a un indice che da inizio luglio 2026 ha invertito la tendenza al ribasso.
La tabella seguente confronta i fixing Euribor del 14 e 15 luglio 2026 per tutte le scadenze:
| Scadenza Euribor | 14/07/2026 | 15/07/2026 | Variazione |
|---|---|---|---|
| 1 Mese | 2,22% | 2,223% | +0,003 pp |
| 3 Mesi | 2,452% | 2,49% | +0,038 pp |
| 6 Mesi | 2,654% | 2,717% | +0,063 pp |
| 1 Anno | 2,825% | 2,916% | +0,091 pp |
I tassi IRS salgono ancora: quale impatto per i mutui prima casa agevolati
Sul fronte dei mutui a tasso fisso per prima casa, il parametro di riferimento è l’IRS (Interest Rate Swap), che il 15 luglio ha registrato rialzi su tutte le scadenze monitorate. L’IRS a 10 anni — il più osservato per i finanziamenti a medio-lungo termine — è passato da 3,15% a 3,16%, mentre l’IRS a 20 anni da 3,34% a 3,35%. Salgono anche l’IRS a 25 anni (3,32% → 3,33%) e quello a 30 anni (3,27% → 3,28%).

Il dato ha una conseguenza diretta per chi cerca un mutuo prima casa con agevolazioni: i tassi fissi, già superiori al 3% di TAN nelle migliori offerte, restano lontani da un possibile calo a breve termine. Eppure il mercato offre ancora condizioni di accesso interessanti per i primi acquirenti, specie se supportati da garanzie statali e dai requisiti anagrafici previsti dalle misure dedicate.
Le migliori offerte per la prima casa oggi: TAN, TAEG e rata
Tra le proposte rilevate il 16 luglio 2026, tre istituti offrono mutui prima casa a tasso fisso con condizioni ritagliate su chi acquista per la prima volta:
- Banco di Desio e della Brianza propone il mutuo D-Evolution con TAN al 3,10% e TAEG al 3,31%. La rata mensile per 100.000 euro in 30 anni è di 427,02 euro, con spese iniziali di 800 euro di istruttoria e 237,90 euro di perizia.
- Credem offre un TAN del 3,04% e TAEG del 3,42%, con rata da 423,76 euro. Le spese di istruttoria salgono a 1.200 euro più 300 euro di perizia.
- Banco di Sardegna propone il Mutuo Casa — Tasso Fisso Promo con TAN al 3,20%, TAEG al 3,45% e rata di 432,47 euro. Istruttoria a 998 euro, perizia a 350 euro.
Tutte le offerte sono simulate su un profilo standard da primo acquirente: lavoratore dipendente di 35 anni, residente a Milano, con reddito mensile di 2.600 euro, mutuo da 100.000 euro e valore dell’immobile di 200.000 euro. Per i giovani sotto i 36 anni con ISEE entro i limiti previsti, il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa può coprire fino al 50% della quota capitale, abbattendo sensibilmente il peso della rata e migliorando il profilo di rischio agli occhi della banca.
Il nodo del differenziale fisso-variabile per il primo acquirente
Chi compra la prima casa si trova davanti a un bivio: fisso o variabile? Secondo i dati dell’Osservatorio Tassi di MutuiOnline.it relativi a giugno 2026, il TAN medio si attesta al 3,26% per i mutui fissi e al 2,78% per i variabili, con uno spread di 0,48 punti percentuali. Con l’Euribor a 1 anno sopra il 2,9%, il margine di convenienza del variabile si è ridotto: a giugno il differenziale era già di 0,48 punti, e l’ulteriore rialzo dell’Euribor potrebbe assottigliarlo ancora entro luglio.
Il primo acquirente ha però un vantaggio specifico: le agevolazioni prima casa (imposta di registro al 2% anziché al 9%, credito d’imposta per il rientro del capitale, esenzione dall’imposta di bollo per gli under 36) rendono il costo complessivo dell’operazione più leggero. Sommate al Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa, queste misure permettono di accedere a mutui con LTV (loan-to-value) più alto e spread bancari più contenuti, proprio quando i tassi di riferimento salgono. Per chi affronta il primo acquisto, la combinazione tra offerta bancaria e sostegno pubblico resta la chiave per contenere la rata anche in uno scenario di tassi in rialzo.
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