Prima casa: il tasso sui nuovi mutui sale al 3,49% a maggio 2026

Chi compra la prima casa trova oggi banche più propense a concedere credito rispetto a qualsiasi momento degli ultimi tre anni — ma il finanziamento torna a costare qualcosa di più. I dati ABI di maggio 2026 registrano il tasso medio sui nuovi mutui al 3,49%, in rialzo di due centesimi rispetto al 3,47% di aprile, mentre il volume complessivo dei prestiti a famiglie e imprese cresce del 3% su base annua, il ritmo più sostenuto dal novembre 2022.

Tasso al 3,49%: lontano dai picchi del 2023, ma la direzione è cambiata

Il tasso medio sui nuovi mutui a maggio 2026 è del 3,49%, due centesimi in più rispetto ad aprile, ma ancora quasi un punto percentuale al di sotto del 4,42% toccato a dicembre 2023. Per chi stipula oggi un mutuo sulla prima casa, la distanza dal picco si traduce in un costo del credito inferiore di 93 punti base: un vantaggio concreto sulla rata mensile lungo tutta la durata del piano.

La traiettoria, però, si è invertita. Dopo il rialzo di 25 punti base deciso dalla BCE l'11 giugno 2026 — primo incremento in dodici mesi, come avevamo riportato — i tassi sui nuovi mutui hanno ripreso a salire. Il tasso medio sui prestiti in essere si attesta al 4,04%, massimo da maggio 2025: un livello che non incide su chi stipula oggi un contratto a tasso fisso, ma che indica dove converge il costo del debito se i rialzi proseguono.

Mutui e prestiti in accelerazione, tassi salgono oltre il 4%
Giovane coppia che documenta il trasloco nella nuova abitazione. Foto di Ketut Subiyanto su Pexels

Il credito alle famiglie accelera: +2,6% a maggio

A maggio 2026 i prestiti bancari alle famiglie crescono del 2,6% e quelli alle imprese del 3,1%: l'espansione complessiva del 3% è la più intensa registrata dall'ABI dal novembre 2022, consolidando la fase espansiva avviata a marzo 2025. Una dinamica coerente con il recupero del mercato immobiliare, dove le transazioni nel primo trimestre 2026 sono aumentate del 4,4% rispetto allo stesso periodo del 2025, come avevamo segnalato.

In questo scenario, oltre il 92% delle nuove richieste di mutuo nel secondo trimestre 2026 ha scelto il tasso fisso, come avevamo riportato: una scelta che protegge da ulteriori rialzi, e che ha senso proprio quando il costo del credito ha smesso di scendere.

Cosa cambia per chi compra la prima casa

Per un aspirante primo proprietario, i dati di maggio 2026 tracciano un quadro preciso: il credito è più accessibile di quanto non fosse dall'autunno 2022, e il tasso al 3,49% rimane ancora sotto i livelli che caratterizzavano il mercato nel 2023. La finestra conveniente è ancora aperta. Chi ha già individuato l'immobile e non ha ancora formalizzato il finanziamento ha buone ragioni per non rimandare: ogni rilevazione mensile che conferma il rialzo restringe ulteriormente lo spazio di manovra.

Fonti

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